La decima puntata della rubrica in cui vi proponiamo 5 articoli che ci hanno colpito, interessato, incuriosito e che secondo noi dovreste leggere.

Vi proponiamo altri 5 articoli che ci sono piaciuti e che secondo noi dovreste leggere. Come al solito vi ricordiamo che non sono articoli scritti da noi, ma ci hanno colpito, interessato, incuriosito, per cui li riproponiamo molto volentieri, senza tante strategie di marketing o sottotesti nascosti.

Semplicemente quando troviamo qualcosa che merita (e che magari avremmo scritto anche noi) ci piace condividerla per farla arrivare a più gente possibile.

Trovate tutte le puntate della rubrica a questo link.

1- “Sul rap aveva ragione Mark Fisher?” di Gabriel Seroussi (Lucy Sulla Cultura)

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Ci piace perché: si parla di Mark Fisher, un pensatore che meriterebbe di essere ricordato più spesso. In questo articolo si recupera il suo pensiero sul rap e sul realismo capitalista che questo incarna, mostrando come l’analisi di Fisher, scomparso nel 2017, sia ancora attualissima e adattabile anche all’evoluzione dell’hip hop di questi ultimi anni, con il suo linguaggio globalizzato.

Un video: Pensavamo a Kendrick Lamar che si esibisce nel halftime show del Super Bowl LIX del 2025. Optiamo per una versione analizzata e commentata della sua performance!

2- “This Spotify Wrapped season, don’t outsource your love of music to AI” di Liz Pelly (Guardian)

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Ci piace perché: Liz Pelly (autrice anche della celebre inchiesta su Spotify, ne avevamo parlato qui) mette in luce come oggi le classifiche e i riassunti di fine anno scoraggino qualsiasi discussione critica in favore di un approccio passivo e delegato ad altri (genera contenuto, condividi, crepa): «Lo Spotify Wrapped è l’ennesimo esempio di qualcosa di personale e prezioso che viene automatizzato e che ci viene sottratto; l’ennesimo esempio di un compito apparentemente insopportabile di pensiero e scrittura che viene “scaricato” per rendere la vita più fluida».

Un video: a proposito di classifiche, a questo link trovate quella delle 100 migliori canzoni del 2025 stilata da Pitchfork. Al primo posto c’è Love takes miles di Cameron Winter. Concordate?

3- “I Pink Floyd a Pompei visti da uno dei ragazzi degli scavi” di Carmine Aymone (Rolling Stone)

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Ci piace perché: al celebre concerto senza pubblico dei Pink Floyd a Pompei nel 1971, in realtà erano presenti, oltre a musicisti e addetti ai lavori, anche alcuni ragazzi. Il padre di uno di loro era un custode del sito e, grazie a questo, sono riusciti a godersi lo spettacolo, scattare foto e, in quei giorni, anche a frequentare la band. L’articolo intervista uno di loro, Matteo, e ricostruisce quei giorni.

Un video, anzi una canzone: il trailer della versione rimasterizzata in 4k (con inediti e dietro le quinte) uscita el 2025.

4- “Mr. Pop” di John Seabrook (Slate)

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Ci piace perché: Denniz Pop è stato un personaggio fondamentale nell’evoluzione della musica mainstream e ne abbiamo parlato anche noi in un nostro articolo, citando proprio “The song machine” di John Seabrook. Questo articolo è un estratto di quel libro e si focalizza proprio sulla figura di Denniz Pop.

Un video, anzi una canzone: ovviamente quello di All that she wants degli Ace Of Base, un pezzo pop incredibile la cui storia è strettamente collegata a quella di Mr. Pop.

5- “Storia del rave in Italia e dei suoi flyer” di Antonella Di Biase (Rivista Studio)

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Ci piace perché: un’intervista di qualche tempo fa a Pablo Pistolesi aka Pablito El Drito, in occasione dell’uscita del suo libro “Senza chiedere permesso – Flyer e immagini del rave” (Agenzia X, 2023) che raccoglie appunto 350 flyer e volantini per analizzare l’aspetto più estetico e visuale, a partire dal 1993 ai tempi odierni, di questa nicchia spesso ingiustamente bistrattata e poco compresa.

Un video: un’esibizione di Pablo di parecchi anni ma sempre interessante, in occasione del Milano Film Festival.