L'ottava puntata della rubrica in cui vi proponiamo 5 articoli che ci hanno colpito, interessato, incuriosito e che secondo noi dovreste leggere.

Vi proponiamo altri 5 articoli che ci sono piaciuti e che secondo noi dovreste leggere. Come al solito vi ricordiamo che non sono articoli scritti da noi, ma ci hanno colpito, interessato, incuriosito, per cui li riproponiamo molto volentieri, senza tante strategie di marketing o sottotesti nascosti.

Semplicemente quando troviamo qualcosa che merita (e che magari avremmo scritto anche noi) ci piace condividerla per farlo arrivare a più gente possibile.

Trovate tutte le puntate della rubrica a questo link.

1- “The Making of Tom Waits’ Mule Variations” di Jacob Paul Nielsen (Tape Op)

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Ci piace perché: racconta del tredicesimo disco di Tom Waits, quel “Mule variations” uscito nel 1999 tra l’altro su un etichetta come Anti- (l’etichetta sorella della Epitaph Records) e lo fa attraverso le testimonianze di Jacquire King, Oz Fritz e Mark “Mooka” Rennick, i tecnici e ingegneri del suono che hanno lavorato con lui nei Prairie Sun Recording Studios durante le registrazioni. Waits aveva allora 50 anni e con questo disco ha vinto un Grammy e ha saputo farsi conoscere e amare da nuove generazioni..

Un video: Hold on è stato l’unico singolo dell’album e ve lo riproponiamo in un’intensa versione live registrata nel 1999.

2- “Sono 40 anni che fraintendiamo i CCCP” di Ivan Carozzi (Esquire)

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Ci piace perché: ripercorre e analizza, oramai a 30 anni di distanza, la storia della band emiliana CCCP-Fedeli Alla Linea e come nel corso del tempo la loro esperienza e la loro poetica sia stata interpretata (bene, male o parzialmente) da pubblico e critica.

Un video: Tomorrow (Voulez vous un rendez vous) fatta dal vivo da Amanda Lear nel 1988 assieme ai CCCP e trasmessa in tv sulla RaiDue è assolutamente da vedere. Questa versione è stata incisa proprio in quell’anno e uscita come singolo (il lato B è Inch’Allah – Ça va, anche questa cantata in duo).

3- “OXBOW + The Grammy Gank: The Horror, The Horror” di Eugene S. Robinson (Look What You Made Me Do)

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Ci piace perché: Eugene Robinson degli Oxbow racconta cosa vuol dire stare per tanti anni (dal lontano 1981) in una band che gira il mondo stipata in un van e suonando in piccoli club (spesso terribili) e, dall’altro lato, cosa significa quell’’incredibile e inaspettata presenza ai Grammy.

Un video: Stallkicker in un live del 2006 a Los Angeles dimostra senza filtro l’impatto prorompente della band dal vivo. Un’esperienza che vi consigliamo di provare!

4- “Cinquant’anni di riviste musicali in Italia” di Demented Burrocacao (Il Tascabile)

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Ci piace perché: in questa intervista a Maurizio Inchignoli, autore del libro “Musica di carta – 50 anni di riviste musicali in Italia” (Arcana, 2022) si parla dell’importanza che hanno avuto alcune prestigiose riviste musicali italiane e di tutte le persone (giornalisti, editori) che vi hanno partecipato contribuendo alla crescita del pubblico, della critica e in generale di un certo tipo di musica meno conosciuto e mainstream.

Un video: nell’articolo c’è una copertina di Blow Up di dicembre 2022, in copertina ci sono gli Oneida. Quale motivo migliore per riproporre Up with people (da un live del 2009) per ricordare quanto siano fenomenali (soprattutto nella dimensione dal vivo) e troppo spesso sottovalutati?

5- “Brian Eno and the Ambient Contradiction” di Dan Gentile (The Ringer)

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Ci piace perché: spiega come Brian Eno, alla fine del 2023, abbia messo insieme un’orchestra di 30 persone per fare un tour di sette date in Europa e del perché, dopo 50 anni passati a creare musica senza mai esibirsi in veri e propri concerti dal vivo, abbia ora deciso di farlo.

Un video: anzi una canzone e cioè By this river, tratta dal suo disco “Before and after science” del 1977. La motivazione è più semplice di quella che pensate: è un pezzo che ci piace molto ed è sempre un piacere ascoltarla.