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Emanuele Pantano

Vive a Rocca di Papa, ridente (più o meno) cittadina alle porte di Roma. Di formazione umanistica, lavora in un'azienda informatica della capitale. Concertaro, audiofilo, music geek, milanista, fotografo amatoriale quando capita. Preferisce decisamente scrivere anziché parlare, e ascoltare anziché interrompere. In passato metallaro, poi in fissa per stoner e crossover. Ora ascolta di tutto. Alcune band e artisti che ascolta molto, in ordine alfabetico - dice - per non far torto a nessuno (se non ai tanti che mancano per ragioni di spazio e pigrizia). Elencati perché pensa sia giusto - se si scrive di musica - offrire un quadro, anche se parziale, dei propri ascolti: All Them Witches, Anna Calvi, Anna von Hausswolff, Arctic Monkeys, Black Sabbath, Calexico, Calibro 35, Colour Haze, Daniela Pes, dEUS, Fu Manchu, Isis, Julie's Haircut, Karate, King Hannah, Kyuss, Lankum, Marnero, Massimo Volume, Melvins, Mike Patton (e tutte le sue band principali), Morphine, Ninos du Brasil, Om, O.R.k., Primus, Rage Against The Machine, The Doors, Tool, Ufomammut, Ulver, Valentina Magaletti (e buona parte dei suoi progetti), Viagra Boys, Whitemary, Wolf Alice, Zu. Considera Frank Zappa inarrivabile per genio e dedizione alla musica; Mike Patton il migliore in quanto a ugola e capacità di interpretazione di qualsiasi genere. Per la serie "guilty pleasures" (ma anche basta considerarli tali) e per rimanere in tema ugole d'oro, adora la voce di Elisa (ma decisamente meno il suo percorso artistico post "Lotus") e apprezza Billie Eilish.