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Parlando con gli amici prima del concerto, il timore diffuso riguardava il fatto che un intero set semiacustico, con la gran parte dei pezzi nati per essere suonati in elettrico, potesse essere ai limiti del sostenibile. I video online sembravano confortare questa tesi.
Quel parere diffuso, dopo il concerto, si è trasformato in un collettivo “WOW!“. Dal vivo, infatti, Trevor Dunn e Buzz Osborne hanno dimostrato – qualora ce ne fosse bisogno – di essere fuoriclasse assoluti.
Il suono della chitarra e soprattutto del contrabbasso, dal vivo sono risultati molto più pieni e ricchi di armonici di quanto i video registrati con lo smartphone e visibili rete, lasciavano intuire (questo dovrebbe anche interrogarci quando fondiamo i nostri giudizi su video registrati in modo non professionale). Per non parlare poi della voce di Buzzo. Forse non gli viene dato il giusto risalto quando si pensa ai Melvins e alla loro potenza di fuoco dei riff e della sezione ritmica, ma si vede che Osborne alla voce ci tiene, in tutta probabilità la allena e la esercita, e dal vivo è di una potenza incredibile.
Il Largo Venue di Roma, pieno per metà, avrebbe meritato più presenze, ma comunque ha accolto come si deve il duo americano.
Ad aprire il concerto Ni Maitres, che chi scrive non ha fatto purtroppo in tempo a vedere causa difficoltà di parcheggio nell’iperpopolata zona romana in cui si situa il Largo Venue.