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Ancora una volta il Monk di Roma si conferma un palcoscenico ideale per la migliore musica internazionale. Stavolta la scena è tutta per Mei Semones, giovane artista di base a Brooklyn con radici giapponesi, capace di intrecciare indie rock, jazz e bossa nova in una scrittura personale e immediatamente riconoscibile. Dopo il set di apertura del sorprendente aron!, che con il suo jazz acustico introduce il pubblico con un tocco morbido e raccolto, Semones e la sua band prendono il controllo della serata con un suono delicato ma incisivo. Dinamiche sospese, chitarre limpide, cambi armonici inattesi e una dimensione quasi cinematografica: i brani di “Animaru” (2025) dal vivo acquistano corpo e profondità. Il risultato è un concerto che cattura gli spettatori senza bisogno di alzare i toni, affidandosi al dettaglio strumentale, alla compattezza d’insieme e alla notevole abilità di Semones sulla sei corde.