Con l’avvento delle piattaforme streaming e la scomparsa dei supporti fisici, il modo in cui ascoltiamo la musica si è trasformato in maniera radicale. Il walkman e i cd player portatili avevano già introdotto una grossa novità permettendo l’ascolto in movimento, ma è con il web e la smaterializzazione della musica che il panorama è totalmente cambiato.
Improvvisamente, un catalogo pressoché infinito di brani e album è diventato accessibile a chiunque avesse una connessione, rendendo la musica ancora più presente nella nostra quotidianità di quanto non fosse già in passato.
Questa trasformazione non solo ha reso possibile l’accesso illimitato, ma ha anche rivoluzionato il modo in cui interagiamo con la musica. Le piattaforme di streaming offrono raccomandazioni personalizzate basate sui gusti individuali, permettono la creazione di playlist su misura e la scoperta di nuovi artisti e generi con facilità. La condivisione degli ascolti è diventata decisamente più facile e immediata.
Dei pro e i contro di questa rivoluzione se ne è parlato tanto. Un parere interessante e illuminante ce lo ha fornito Luca Castelli.
I nuovi dispositivi di ascolto, come gli smartphone, se da un lato portano più facilmente a deconcentrarsi e a spezzettare gli ascolti; dall’altro offrono tanti strumenti per gestire l’esperienza – dallo scrobbling dei brani riprodotti, ai testi in tempo reale.
Non mancano inoltre siti web, tool e software fruibili da pc che permettono di gestire diversi aspetti legati alla riproduzione di musica.
Di seguito vi presentiamo una serie di app, siti e servizi che, in un contesto sempre più caotico, aiutano a mantenere la bussola dell’ascoltatore doc. Lo facciamo partendo dalle basi, ovvero dalle app per la riproduzione di musica.
Per l’ascolto in streaming
Non c’è bisogno di spiegare come funzionano queste app e non è questa la sede per un confronto e un quadro dettagliato, quindi ci limitiamo a un elenco – alfabetico – delle app per lo streaming più diffuse, con brevi descrizioni:
- Amazon Music: Come suggerisce il nome, è il servizio musicale di Amazon. Offre un ampio catalogo di brani con integrazione con Alexa. Con abbonamento “Unlimited” supporta qualità fino all’“Ultra HD” (24-bit, 192 kHz) e Dolby Atmos. Offre una versione gratuita con pubblicità e accesso limitato a playlist e stazioni. LINK
- Apple Music: Lanciato da Apple nel 2015, si integra perfettamente nell’ecosistema Apple, ma può essere utilizzato anche al di fuori di esso. Dal 2021 fornisce audio in qualità lossless e in Dolby Atmos. Non ha una versione free; è possibile solo una prova gratuita per un periodo limitato. LINK
- Bandcamp: Fondata nel 2007, Bandcamp è una piattaforma che si divide tra l’ascolto in streaming e la vendita di brani e album sia in formato digitale (anche in Hi-Res), sia in formato fisico (vinili, cd e cassette). È nota come il principale canale di vendita diretta tra artisti indipendenti e i propri fan. Permette l’ascolto gratuito di brani e album in qualità base (lossy), ma alcuni artisti possono limitare l’ascolto o richiedere necessariamente l’acquisto dei file digitali. Rispetto alle altre piattaforme in lista è più orientata alla musica indipendente e all’acquisto, più che allo streaming. LINK
- Deezer: Piattaforma francese fondata nel 2007. Offre musica in diversi formati, anche Hi-Res. Da qualche mese non è più disponibile una versione free, ma è possibile attivare un abbonamento premium con il primo mese gratis. LINK
- Mixcloud: Fondata nel 2008, Mixcloud è una piattaforma dedicata principalmente alla condivisione e scoperta di mix, DJ set, podcast e programmi radiofonici. È molto popolare tra DJ, produttori e appassionati di musica elettronica. Gli utenti possono caricare i propri mix e podcast anche tramite Facebook o Twitter. Offre una versione gratuita con pubblicità e una versione premium con funzionalità aggiuntive, come l’ascolto offline. LINK
- Napster: Noto maggiormente per le sue origini come primo peer-to-peer di massa (1999) e lo scontro legale con i Metallica nel 2000, dopo vari passaggi di proprietà del brand oggi si configura come un servizio streaming in abbonamento non dissimile dagli altri. Offre audio lossless e in Dolby Atmos. LINK

- Qobuz: Specializzato in audio ad alta risoluzione, è spesso indicato dagli audiofili – se per bias o meno, non lo sappiamo – come miglior servizio per la qualità audio. Supporta formati Hi-Res (FLAC 24 bit fino a 192 kHz) e anche l’acquisto in download. Non ha una versione gratuita. Apprezzabile la sezione editoriale con approfondimenti musicali. LINK
- SoundCloud: Rispetto alle altre piattaforme streaming si contraddistingue per l’attenzione agli artisti indipendenti, i quali possono facilmente caricare, condividere e distribuire (anche su altre piattaforme) la propria musica. Qualità audio fino a 256 kbps in AAC. Permette l’ascolto di molti brani anche con un semplice abbonamento free. LINK
- Spotify: Lanciata in Svezia nel 2008, pur non essendo stata la prima piattaforma di audio in streaming (prima del suo sviluppo esistevano già Napster, Rhapsody e Pandora) è quella che ha di fatto reso lo streaming audio un fatto di dimensioni mondiali. Oggi è sicuramente l’azienda più famosa, chiacchierata, amata (dagli ascoltatori) e odiata (dagli artisti). Esiste anche una serie tv che narra la nascita e l’ascesa dell’azienda. Al momento della stesura di questo articolo offre solo musica lossy (anche in una versione free con pubblicità e alcune limitazioni), ma sono sempre più insistenti le voci di un ampliamento del catalogo alla musica Hi-Res. LINK
- Tidal: lanciata nel 2014 in Norvegia da una società ad azionariato diffuso, viene acquistata l’anno dopo da un’azienda di proprietà di Jay-Z, il quale ha permesso la diffusione e la notorietà del servizio. Offre qualità audio lossless e in Dolby Atmos, ma anche video musicali in alta definizione. Si distingue per essere l’azienda che paga la maggiore percentuale di royalties agli artisti. LINK
- YouTube Music: Integra video musicali e brani audio, con funzionalità di scoperta basate su algoritmi di YouTube e una qualità, solo lossy, fino a 256 kbps in AAC. Il servizio senza limitazioni è offerto in abbonamento insieme a YouTube Premium, altrimenti è utilizzabile gratuitamente con pubblicità e qualità audio di base. LINK
Per l’ascolto in locale (player musicali)
Per l’ascolto di musica in locale, ovvero non in streaming ma salvata su un dispositivo o server locale, l’offerta di app e servizi è ampia e varia. Ci limitiamo anche in questo caso a un elenco sintetico dei player musicali più diffusi tra quelli pensati specificatamente per la riproduzione di file audio.
Windows: Foobar (gratuito), AIMP (gratuito), MediaMonkey (gratuito nella versione base, le altre a pagamento), JRiver (a pagamento).
iOS (Apple): iTunes (gratuito), Audirvana (a pagamento), Vox (gratuito con acquisti in-app).
Android: Poweramp (a pagamento), Lettore audio USB PRO (a pagamento), Fiio Music (gratuito), HiBy Music (gratuito), AIMP (gratuito), Foobar2000 (gratuito).
Linux: Rhythmbox (gratuito), Clementine (gratuito), Audacious (gratuito), Amarok (gratuito).
Per monitorare i propri ascolti
Le uscite sempre più frequenti fanno facilmente perdere la bussola. Monitorare i propri ascolti nel tempo ci aiuta a tenerne traccia e con il passare degli anni può essere perfino divertente riscoprire, numeri alla mano, quanto e quando abbiamo ascoltato certi artisti. Spesso ci si sorprende.
Il sito/app più famoso – e il primo a essere stato sviluppato per il cosiddetto scrobbling (la funzione che permette di tracciare automaticamente le tracce musicali ascoltate) – è LastFM. Lanciato nel 2002 come una combinazione di una stazione radio online e un social network per appassionati di musica, si diffonde in maniera importante proprio grazie alla sua funzione di scrobbling. Offre anche raccomandazioni musicali e la possibilità di aggiungere amici con i quali si evidenziano affinità (o diversità) nei gusti musicali.
Sulla scia di LastFM, qualche anno dopo sono nati servizi simili, ma open source, come Libre.fm e ListenBrainz. Per la gestione degli scrobbling via smartphone (Android), Pano Scrobbler è probabilmente l’app più completa (si integra con tutti i servizi sopra menzionati).

Esistono poi diverse applicazioni e servizi che consentono di scrobblare anche gli ascolti via vinile, cassetta, o altra tipologia non coperta da LastFM e servizi simili. Se si è soliti ascoltare musica in vinile e si vuole tenere traccia di tali ascolti, per iOS c’è Discographic che si collega al proprio account Discogs per una selezione facile degli album da scrobblare. Una funzione simile l’aveva Scrobbler per Android, ma al momento della scrittura di questo articolo non sembra più essere disponibile su Google Play Store.
Open Scrobbler permette di autenticarsi con LastFm e scrobblare “manualmente” qualsiasi traccia o album.
Infine Web Scrobbler è un’estensione per i principali browser che consente lo scrobbling da Bandcamp, YouTube, Youtube Music e una lunga lista di altri siti e radio online con contenuti musicali: per non perdere proprio nessuna traccia di ciò che ascoltate, anche quando siete al pc.
Per acquistare musica
Per l’acquisto di musica, in formato fisico o digitale, ci sono diversi servizi, alcuni già citati prima in altre categorie. Di seguito un elenco e una breve descrizione per ognuno.
- Bandcamp: Oltre ad essere utilizzabile per lo streaming, la piattaforma è utilizzata dagli artisti per vendere direttamente la loro musica ai fan. Offre formati digitali di alta qualità, vinili, CD, cassette e merchandising vario. LINK
- Discogs: Un marketplace, probabilmente il più noto e utilizzato, per acquistare musica fisica come vinili, CD, cassette, e anche download digitali. È il primo posto in cui solitamente cercare dischi rari e da collezione e per farsi un’idea sul costo e la reperibilità. LINK
- MusicStack: Una delle migliori alternative a Discogs per l’acquisto di musica in formati fisici. LINK
- Amazon Music: Oltre allo streaming, permette di acquistare sia musica digitale che fisica (CD e vinili, attraverso Amazon). LINK
- HDtracks: Specializzato nella vendita di file audio hi-res. LINK
- Qobuz: Oltre allo streaming, offre la possibilità di acquistare file audio ad alta risoluzione. LINK
Ovviamente è possibile acquistare musica anche dai siti di negozi fisici (molto spesso presenti anche con account su Discogs).
Per seguire i testi delle canzoni che si ascoltano
I servizi sono tanti, basta fare una ricerca su Google con nome brano + lyrics per rendersene conto. I principali tuttavia sono Musixmatch, Genius e Songmeanings.
Musixmatch è dell’omonima società italiana fondata a Bologna nel 2010 e che, citando Wikipedia, risulta essere “la più grande piattaforma al mondo di questo genere con più di 80 milioni di utenti e 8 milioni di testi musicali”. Si avvale del suo ricco database di testi anche Spotify, che per molti brani prevede la sincronizzazione dei testi con la musica.
Genius oltre ai testi permette l’annotazione degli stessi (ad es. con estratti di interviste all’artista che parla di quel brano) e frequentemente capita di scoprire tante cose che non si conoscevano sul brano specifico e sull’artista, nonché ipotesi intriganti di interpretazione delle lyrics. I contenuti vanno sempre presi con le molle visto che le note sono generate dagli utenti.
Prima di Genius c’era (e c’è ancora) Songmeanings: probabilmente meno utilizzato che in passato e con grafica ormai sorpassata. Tuttavia all’interno potete trovare discussioni molto interessanti sull’interpretazione dei testi, spesso molto precise e lunghe, sintomo di un’epoca in cui si scriveva, commentava di più e con maggiore voglia, senza limitarsi ad un commento veloce e poco valido. Tra gli esempi migliori questa discussione su Shady lane dei Pavement.

Se invece preferite un database di testi il più possibile pulito, con grafica minimale, senza banner pubblicitari e altri elementi che vi distraggano dalle lyrics del brano che state ascoltando, LRCLIB è quello che fa per voi.
Per scoprire “al volo” titolo e artista del brano che si sta ascoltando
Shazam e SoundHound sono i due servizi più noti tra quelli che offrono funzionalità di identificazione musicale tramite dispositivi mobili, consentendo agli utenti di scoprire il titolo e l’artista di una canzone ascoltata in tempo reale. SoundHound offre anche la capacità di identificare musica attraverso il canto o il fischio, utilissimo quando si ha il classico tarlo con una canzone in mente di cui non si riesce a ricordare titolo e autore.
Sistemi operativi dedicati esclusivamente alla riproduzione di file audio
Un mondo a parte è quello dei sistemi operativi dedicati esclusivamente alla riproduzione di musica digitale.
Il vantaggio principale di queste soluzioni è che permettono di avere un sistema in cui l’unico compito (o quasi) è l’elaborazione della riproduzione musicale, garantendo quindi il completo utilizzo delle risorse per questo scopo e di conseguenza la massima qualità (teoricamente, almeno) nella resa. Ma un sistema operativo dedicato esclusivamente alla riproduzione musicale può essere utile per tanti altri motivi, come ad esempio la riproduzione di proprie copie digitali particolari che magari non si trovano in streaming, usufruendone collegando un Raspberry o un mini pc al proprio impianto stereo.
Solitamente questi sistemi sono navigabili attraverso un’interfaccia grafica richiamabile da cellulare, tablet o pc.
Volumio è un’azienda italiana nata nel 2015 a Firenze da un’iniziativa di Michelangelo Guarise. L’omonimo sistema operativo, scaricabile gratuitamente e installabile su Raspberry, dispositivi x86/x64 (Windows), Tinker Board, Odroid, è oggi uno dei sistemi operativi dedicati alla musica più conosciuti e utilizzati. Oltre alla propria collezione di file, è possibile utilizzarlo anche come streamer per radio online e servizi come Qobuz, Spotify e Tidal. È aggiornato e supportato costantemente.
Nella sua versione premium, a pagamento, prevede alcune feature in più tra cui la possibilità di accedere alla propria collezione anche da una rete esterna (ad es. quando si è fuori casa per ascoltare attraverso lo smartphone).
Tra tutti i sistemi attualmente diffusi, è forse quello con l’interfaccia grafica migliore e più user-friendly. Può contare inoltre su una numerosa comunità di sviluppatori e utenti che partecipano allo sviluppo di feature e plugin.

Italiane sono anche le origini di Rune Audio e gentooplayer.
Rune Audio è stato in passato molto apprezzato ma ha avuto una storia di sviluppo altalenante, con periodi di inattività e aggiornamenti irregolari. L’ultima release ufficiale è del 2016.
gentooplayer è uno dei più recenti (fondato da Antonello Caroli nel 2019), è maggiormente orientato a utenti esperti e “smanettoni” ed è apprezzato da questa tipologia di ascoltatori per l’alta configurabilità avanzata. Di conseguenza risulta meno adatto a chi si approccia per la prima volta a sistemi di questo tipo e vorrebbe una soluzione user friendly. Per l’utilizzo è necessaria l’attivazione di una licenza a pagamento.
Moode è basato su Linux, progettato per girare su hardware come il Raspberry Pi, non prevede versioni a pagamento.
piCorePlayer un sistema operativo leggero basato su Tiny Core Linux, ideato per girare su un Raspberry Pi con l’utilizzo di poche risorse. È ottimizzato per Logitech Media Server, supporta la riproduzione di file audio locali e lo streaming da servizi come Spotify e radio online.
Anche Daphile si integra con Logitech Media Server ed è progettato per essere installato su PC, mini PC e laptop con architettura x86 o x64 (Windows).
Navidrome infine, si contraddistingue per la possibilità di poter accedere alla propria collezione musicale da rete esterna, feature peraltro offerta gratuitamente (al contrario di Volumio che richiede l’abbonamento Premium). Si configura di fatto come un server standalone. Sul sito è possibile navigare una pagina di demo per avere un’idea completa del suo utilizzo. È installabile su piattaforme che supportano Windows, Linux e macOS.
Per scoprire o condividere informazioni utili sui concerti e sulle venue
setlist.fm si definisce “the setlist wiki” ed è sostanzialmente un grosso archivio di setlist, gratuito e alimentato dagli utenti, molto conosciuto dai frequentatori di concerti. Come si può facilmente intuire, il vantaggio del suo utilizzo sta nel consultare le setlist dei propri artisti preferiti, per pura curiosità o per avere un’indicazione dei brani che potrebbero finire in scaletta al concerto per cui avete preso il biglietto. Fornisce diverse statistiche avanzate come i brani o gli album maggiormente suonati in un tour o nell’intera carriera live dell’artista.
A View From My Seat non è molto noto in Italia, anzi, quasi per niente. Eppure è un sito (e app) di un’utilità notevole e che sarebbe bene fosse utilizzato da più utenti possibili. Permette di caricare descrizioni, foto e video del posto in cui si è visto un live, fornendo commenti sulla visibilità (utilissimo in casi di posti a sedere), acustica e servizi della venue.

Chiudiamo con due siti molto “audionerd” ma che possono essere molto utili, il primo dei quali più volte citato nei nostri articoli.
Dynamic Range DB permette di consultare i valori di range dinamico di brani e album. Ne abbiamo parlato nell’articolo sulla loudness war e vi consigliamo di partire da lì se non sapete cosa sia il range dinamico in musica.
Infine, WhoSampled permette di conoscere quante cover e remix esistono di una determinata canzone, quali tracce hanno utilizzato campioni di quella canzone e quali brani di un determinato artista contengono campionamenti di tracce di altri artisti.
Pensate manchi all’appello qualche sito o app? Fatecelo sapere nei commenti.


