Dalila Kayros
Il fermento musicale sardo è innegabile. Abbiamo intervistato una realtà editoriale del territorio per farci raccontare cosa sta succedendo sull’isola e quali sonorità stanno emergendo.

In questi ultimi anni la Sardegna è diventata una sorta di fucina di sperimentazione musicale. Pensiamo a due nomi su tutti: il primo è Jacopo Incani, ovvero Iosonouncane, che ha aperto un varco diventato in poco tempo una vera e propria strada. Le tappe fondamentali sono due: nel 2015 esce il suo secondo disco intitolato “DIE” (Trovarobato) e nel 2022 l’apertura della Tanca Records (sub-label della stessa Trovarobato), con l’obiettivo dichiarato “di mettere insieme musiciste e musicisti accomunati dalla volontà di portare altrove la canzone, metterla in discussione per aprirsi a nuove forme”.

L’altro protagonista è Paolo Angeli, chitarrista e sperimentatore, avanguardista e etnomusicologo. Il suo approccio unico e innovativo alla chitarra sarda modificata lo ha reso un punto di riferimento nell’avanguardia musicale. Vi consigliamo il suo bellissimo set per NPR Music Tiny Desk, se non l’avete ancora visto.

Vogliamo però sottolineare come ultimamente siano soprattutto musiciste a comporre e produrre musica di altissima qualità.

In una vecchia intervista, allo scrittore bolognese Stefano Benni (da sempre innamorato della Sardegna) venne esplicitamente chiesto:

A proposito di donne, la letteratura popolare sarda è ricca di miti e leggende con figure declinate al femminile: Janas, agabbadore, surbiles, argie, panas, muscas macedda, luxia rabbiosa… Com’è che in Sardegna il “cattivo” è femmina?

In Sardegna le donne hanno un ruolo forte, sono padrone del loro destino. Da lì a essere cattive ne passa. Meglio cattive che fesse, direbbe una mia amica sarda.

Non cattive, ma padrone del loro destino, forti, protagoniste.

Ad esempio Daniela Pes (classe 1992), compositrice, cantante e musicista, il cui disco d’esordio è stato con assoluto merito ai primi posti in tante classifiche di fine anno, vincendo anche il Premio Tenco come migliore opera prima del 2023. “Spira”, uscito per Tanca Record, è un lavoro importante, raffinato, evocativo, in cui la tradizione sarda è un elemento di rilievo e si fonde alla sperimentazione, alla musica elettronica, al folk. Un disco che potrebbe sembrare poco accessibile, anche per il fatto di essere cantato in una specie di lingua immaginaria (un mix sonoro che unisce il dialetto della Gallura con fonemi in lingua latina e italiana) ma che parla in realtà un linguaggio universale.

Daniela Pes – live @ OGR Torino 28/11/2023

Oppure la cagliaritana Dalila Usai, in arte Dalila Kayros. Oltre che cantante e compositrice, si definisce ricercatrice vocale. I suoi pezzi sono ipnotici, magnetici e fondono l’avanguardia musicale con l’elettronica più sperimentale e il dark jazz con il recupero della tradizione popolare sarda. Tre sono le sue uscite: “NUHK” (2013, dEN Records), “TRANSMUTATION” (2018), fino ad arrivare ad “ANIMAMI” uscito nel 2022 su Subsound Records.

Dalila Kayros – ANIMAMI (video ufficiale)

Se Daniela Pes e Dalila Kayros hanno una formazione jazzistica, quella della produttrice, musicista, cantautrice Emanuela Ligarò, in arte GOLD MASS invece è classica e l’ha portata ad approdare, dopo un lungo percorso, alla musica elettronica. Lei in realtà è di madre corsa e padre calabrese, ma di origini sarde, mentre oggi vive in toscana: una cittadina del mondo più che strettamente sarda. L’abbiamo intervistata poco tempo fa:

Tre progetti che spingono verso la sperimentazione sonora e vocale.

BLUEM invece è il nome del progetto dietro cui lavora la cantautrice e produttrice Chiara Floris (classe 1995). Nonostante ora si sia trasferita a Londra, Bluem non rinnega le origini sarde, ma anzi ingloba la parte tradizionale dentro strutture hyperpop, in cui la contemporaneità la fa da padrone in un mix di moderno pop multiculturale e internazionale. Nel 2018 pubblica un suo EP di esordio ma è nel 2021, con “NOTTE” (Peermusic Italy), che inizia a suscitare interesse e raccogliere i primi successi. Due anni dopo ecco “nou” (Believe).

BLUEM – Adele (video ufficiale)

Ascoltando queste artiste si è scatenata la nostra curiosità: cosa sta succedendo esattamente in Sardegna? Cosa ci dobbiamo aspettare nel futuro? Cosa magari ci siamo persi? Insomma, ci sono venute tantissime domande. Per approfondire e capirne di più abbiamo deciso di farci aiutare da Sa Scena (tradotto dal sardo: “La Scena”), una realtà editoriale sarda molto interessante che merita attenzione. Simone La Croce, caporedattore, ha risposto alle nostre domande soddisfando tutte le nostre curiosità (grazie ancora!):

EP: Innanzitutto, come nasce Sa Scena e da chi è composta?

SLC: Sa Scena nasce quasi sette anni fa ormai, con l’intento di raccogliere contributi scritti sulla produzione musicale in Sardegna. Fondamentalmente recensioni, report e interviste. Nel tempo il gruppo è cresciuto, non solo in termini numerici, abbiamo iniziato a giocare a fare i giornalisti – benché nessuno di noi lo fosse – e a gestire le cose con un piglio più serio. Ci siamo dati dei ruoli, una programmazione, una linea editoriale e da lì a diventare una testata giornalistica registrata il passo è stato breve. Oggi la redazione conta una dozzina di persone, tra redattori, fotografi, web master e tuttofare, con collaborazioni stabili e saltuarie.

EP: Ci parli della vostra linea editoriale, dei vostri obiettivi e di che feedback avete avuto in questi anni di lavoro (sia da parte dei vostri corregionali sia da parte di altri)?

SLC: La linea editoriale in realtà è abbastanza semplice e sul nostro sito se ne trova una descrizione esaustiva: “esplorare e valorizzare le proposte musicali alternative che si distinguono per coraggio, audacia, originalità e qualità artistica”. Questo implica vagliare con molta attenzione tutto il materiale, umano e musicale, che riusciamo a captare e selezionare cosa poi far finire sulle pagine del sito. E in fondo rispecchia anche quelli che sono gli obiettivi della testata, ovvero dare visibilità a tutte quelle realtà, sconosciute o no, che abbiano qualcosa da aggiungere a quello che è stato già detto, fatto e suonato. I feedback finora sono stati buoni, sia da parte di uno zoccolo duro di corregionali che ci segue con costanza, sia da parte di chi, estraneo alle nostre dinamiche, ci ha letto per caso e ha notato come un progetto editoriale così attento a una specifica realtà territoriale non sia semplice da trovare in altre regioni d’Italia.

EP: Avete recentemente pubblicato l’annuario 2023. Come nasce l’idea? Come la state portando avanti?

SLC: L’idea dell’annuario è nata durante la stesura del progetto per la partecipazione a un bando di concorso. Andato peraltro malissimo. Tra le idee che il bando avrebbe dovuto finanziare c’era la stampa dell’annuario. Nonostante l’esito del bando, l’anno successivo abbiamo deciso di autofinanziarne la stampa ed è andata bene. Quella data alle stampe quest’anno è ormai la terza edizione e, come le precedenti, raccoglie una selezione di quelli che secondo noi sono i contenuti più importanti pubblicati sul sito durante l’anno. Non è semplice trovare il tempo e le risorse per portarlo a termine, ma alla fine ci riusciamo comunque, e tenere tra le mani un oggetto come quello è sempre una bella sensazione. Quest’anno c’è stato anche l’importante contributo di alcune delle realtà associazionistiche legate ai festival più importanti dell’Isola, che hanno deciso di pre-acquistare alcune copie dell’annuario per contribuire a finanziarne la stampa.

EP: Visto che voi di Sa Scena siete sul pezzo (e letteralmente sul campo), da cosa deriva questo fiorire di ottime proposte musicali? È una cosa nuova, sviluppatasi negli ultimi anni, oppure la scena è sempre stata viva e solo ultimamente ha avuto la forza di varcare i confini dell’isola per conquistare il continente?

SLC: Non è semplice rispondere a questa domanda. La realtà ci dice che i progetti nati in Sardegna che conquistano consensi di pubblico e critica anche oltremare, sono sicuramente cresciuti rispetto anche solo a una ventina di anni fa. E ormai non si parla più solo di Paolo Fresu, Salmo, Iosonouncane, Paolo Angeli o Daniela Pes. Internet e lo streaming sicuramente hanno dato una mano, sia in termini di visibilità che anche, banalmente, di fiducia nelle proprie capacità. Come pure gli scambi tra musicisti derivanti dall’apertura dei nostri festival alle realtà “continentali”. Ma anche lato produzione, una tecnologia più abbordabile e una maggiore diffusione di know-how tecnico hanno reso il processo di realizzazione di un prodotto discografico accessibile a molte più persone. Però una cosa è certa: non si può riconoscere alcun merito alle istituzioni e alle politiche culturali, nazionali, ma anche, e soprattutto, regionali.

Presentazione annuario 2023 (foto di Stefania Desotgiu)

EP: Se invece della Sardegna ci fosse stata una diversa regione italiana, secondo te il risultato sarebbe stato molto diverso? Si può definire la Sardegna come -passami il termine- co-autrice e fonte di ispirazione di tutta questa musica?

SLC: Credo sia inevitabile che questo accada. Siamo un’isola, quindi un microcosmo culturale con tutte le sue peculiarità, anche musicali. Alcuni musicisti attingono da quel patrimonio, altri assolutamente no. In entrambi i casi vengono fuori sia ottime cose che pessimi risultati. Esistono sicuramente altre regioni italiane dove questo è successo e continua ad accadere. E verosimilmente sono regioni con specificità marcate e resistenti. Per quanto la commistione tra elementi tradizionali e sperimentali abbia portato in Sardegna alla nascita di progetti oggettivamente di altissimo livello, non credo si possa parlare di specialità in questo senso. 

EP: Come viene percepita questa cosa lì da voi? La stampa e i media tradizionali sardi ne parlano? Seguono con interesse o non si sono nemmeno resi conto di ciò che accade?

SLC: Sa Scena nasce anche per colmare un enorme vuoto giornalistico e narrativo intorno alla produzione musicale in Sardegna. O perlomeno è in quel vuoto che ha trovato dei lettori in cui suscitare interesse. I media generalisti non sono molto interessati a quello che avviene sotto la superficie. Quando progetti musicali non mainstream trovano spazio sui quotidiani, spesso è merito degli uffici stampa, dei buoni rapporti con le testate e non di una vera attenzione alla qualità dell’offerta musicale. Più raramente il merito è della caparbietà di giornalisti lungimiranti e capaci, che ci sono e ci sono stati, va riconosciuto. Ed è anche grazie a loro che l’attenzione sulla musica alternativa non si è spenta del tutto anche quando il web era solo una fantasia.

EP: Abbiamo citato Daniela Pes, Dalila Kayros, Bluem e Gold Mass. Che ci dici di loro che non sia ancora stato detto? E soprattutto: possiamo dire che le musiciste sarde spaccano il culo ai passeri (cit.)?

SLC: Possiamo dirlo. Ma possiamo anche chiedere a chiunque con un minimo di sensibilità musicale di andare a uno dei loro concerti e affermare con convinzione che non sia così. E non sono nemmeno le uniche donne a proporre dei progetti solisti molto interessanti. Aggiungerei all’elenco infatti anche Valucre, Giulia Leone, Goodmess, Mazulco, Shedir, Sciauri, Luvi, giusto meno illuminate dai riflettori, ma non per questo meno meritevoli di attenzione. Le musiciste donne non hanno niente da invidiare ai colleghi maschi, se non le possibilità di emergere e una maggiore facilità di farsi spazio e affermarsi. Qui come nel resto d’Italia. Che poi tutte queste ragazze abbiano realizzato alcune delle robe più interessanti di questi ultimi anni e dato così un contributo enorme alla musica, non solo in Sardegna, credo ormai sia innegabile.

Valucre – Cose (video ufficiale)

EP: Ci consigliate nuove band/ artisti non ancora esplosi ma interessanti?

SLC: Qui è raro che esploda davvero qualcuno e anche il lavoro che facciamo noi testimonia che l’esplosione non certifica necessariamente la qualità di una proposta musicale. I progetti meritevoli di attenzione e interesse non fanno più notizia, a meno di casi eclatanti e rari come Daniela Pes. Oltre alle musiciste già citate, aggiungerei buona parte del roster di Atlantide Dischi, ex-piccola etichetta emergente che ha saputo accogliere sotto il proprio cappello alcune tra le migliori proposte di questi ultimi anni: mi viene da pensare ai Dodo Quartet, a Fedeeilcorvo, Imarciapiede, Jodie, Gro o Joshburger. Nell’hinterland cagliaritano esiste inoltre, per esempio, un underground hardcore che fortunatamente non esploderà mai, capace continuamente di rigenerarsi e di far germogliare accanto alle vecchie glorie, anche nuove band (vedi i casi del collettivo A.C.M.E., dei Quercia, dei Regrowth o i Vilma sul versante emocore sassarese, nel loro piccolo “esplosi” con To Lose La Track). Ma sono usciti ottimi lavori sul versante rap/hip-hop (Leschio, Swllw, Low-Red, Giocca, Sgribaz), c’è tutto l’universo elettro, dove troviamo robe drone/ambient (Nadia, VE.NO.IN., Martino Corrias, Andrea Porcu, S A R R A M, Perry Frank), IDM (Michael It’z, Tallo, i ragazzi di SuPranu Records) e interessanti ibridi come Angus Bit. Ma giusto per citare quelli emersi in questi ultimissimi anni. Per tutti gli altri e per quelli che verranno vi invito a seguire le pagine della rivista.

Grazie a Sa Scena per la disponibilità e per averci concesso di usare le foto. Ringraziamo anche i fotografi: Daniele Fadda per la foto di apertura e Stefania Desotgiu per quella dell’annuario.
Sa Scena ci ha anche preparato una playlist, così per dare a tutti la possibilità di scoprire e ascoltare tanti degli artisti citati in questo articolo:

Concludiamo con qualche link:

Sa Scena:
Sito ufficiale: https://www.sascena.it/
IG: https://www.instagram.com/sa_scena/
FB: https://www.facebook.com/sascenasarda/

Daniela Pes:
Sito ufficiale: https://www.danielapes.com/
IG: https://www.instagram.com/daniela___pes/
Link di “Spira” su bandcamp: https://trovarobato.bandcamp.com/album/spira

Gold Mass:
Sito ufficiale: https://www.goldmassmusic.com/
IG: https://www.instagram.com/goldmass_music/
Bandcamp: https://goldmass.bandcamp.com/

Dalila Kayros:
Sito ufficiale: https://dalilakayros.com/
IG: https://www.instagram.com/dalilakayros/
Bandcamp: https://dalilakayros.bandcamp.com/

BLUEM:
Sito ufficiale: https://bio.site/sailorbluem
IG: https://www.instagram.com/sailorbluem/
Bandcamp: https://sailorbluem.bandcamp.com/