Una carrellata di consigli per passare l’estate in compagnia di band immaginarie con undici storie in cui la musica è il tema principale.

Estate è tempo di letture! Idealmente è il periodo in cui si legge di più (o almeno oramai tutti hanno questa sensazione), non importa se sotto l’ombrellone in spiaggia, su una panchina vista montagne, in riva al lago o in un parco di una città.

Vogliamo quindi consigliarvi undici romanzi che parlano di musica, o almeno in cui la musica vi svolge un ruolo fondamentale.

Perché undici? Beh, perché la maggior parte delle liste arriva a 10. Ma se hai bisogno di una spinta extra, sai cosa bisogna fare? Andare a 11. E la nostra lo fa, it goes to 11 (wink wink).

Associato ad ogni libro trovate anche un brano che, speriamo, vi farà entrare nel mood della lettura.

Nella lista (in ordine dal più recente al più vecchio) non troverete alcuni libri molto, troppo famosi, che probabilmente conoscete già (e che sono sempre citati ovunque), come “Alta fedeltà” (1995) di Nick Hornby o “I Commitments” (1987) di Roddy Doyle. Niente autobiografie, biografie, saggi, scritti vari, per quelle faremo degli articoli appositi.


“PrimanOia” di Luca Azzini (2024 – Provaci Ancora Bill)

Tre linee temporali che si snodano elegantemente per raccontare la storia dei PrimanOia, band alternative rock italiana, e i suoi membri: gli esordi al liceo, in un paesino della brianza. Il successo fino allo scioglimento nel 2000. Un possibile documentario e un road trip nel 2022. Ivano è la voce narrante e quindi il membro che fa da collante per una storia di musica e di amicizia. Se gli anni novanta hanno significato qualcosa dal punto di vista musicale, qui dentro c’è il perché. 

Un brano per entrare nel mood: Six Minute War Madness – Il vuoto elettrico


“Rovine” di Mat Osman (The ruins, 2019 – Ediz. italiana a cura di Blu Atlantide, 2021)

Mat Osman è il bassista della band inglese Suede e questo “Rovine” è il suo esordio letterario. Difficile descriverlo in modo efficace: sicuramente ipnotico, surreale, a volte ostico, a tratti disturbato. Con uno stile moderno ma quasi barocco (sì, sembra un ossimoro) l’autore ci racconta la storia di due gemelli, Brandon e Adam, uno è il leader dei Remote/Control ed è alla ricerca esasperata della fama, l’altro vuole essere nel suo mondo, il più possibile. C’è una parte thriller, c’è come centrale il tema dell’identità e poi, ovviamente c’è una grossa parte musicale: è proprio qui che Osman si rivela un narratore incredibile, capace di raccontare i retroscena del music business e di farti esplodere nelle orecchie quei suoni di cui scrive. Un romanzo notturno, metropolitano, sonoro, anche se magari non sempre a fuoco.

Un brano per entrare nel mood: Suede – Animal nitrate


“Lascia stare il la maggiore che lo ha già usato Beethoven” di Alessandro Sesto (2015 – Gorilla Sapiens)

Un libro diverso da tutti gli altri, che si focalizza sugli insuccessi di un gruppo di periferia. Se avete suonato in una band o se avete spesso seguito amici nei peggiori locali della provincia cronica vi ritroverete in questo divertentissimo spaccato di vita. L’io narrante è quello del batterista, che ci accompagna nelle disavventure tragicomiche di una scalcagnata coverband della provincia veronese, alle prese con tutto il meglio e il peggio che può capitare (l’equilibrio precario delle dinamiche di gruppo, la difficoltà nel venire pagati, le ragazze, la birra, la concorrenza, le prove) ma condito da umorismo, filosofia e da uno stile volutamente esagerato. Piccola nota importante: la piccola casa editrice indipendente Gorilla Sapiens, che ha pubblicato il libro, purtroppo ha cessato di esistere dopo pochi anni, sigh.

Un brano per entrare nel mood: I Fichissimi – Noi facciamo solo cover


“Norwegian blues” di Levi Henriksen (Harpesang, 2014 – Ediz. italiana a cura di Iperborea, 2017)

Una storia semplice: Jim Gystad è un produttore quarantenne, in crisi con il lavoro e con se stesso, che, in un paesino norvegese, si imbatte negli anziani fratelli Thorsen (due donne e un uomo), li sente cantare spiritual e gospel e ne rimane folgorato. Vede la luce e la sua nuova missione è quella di riunire la banda, no scusate, di registrare e produrre un disco dell’ottuagenario trio. È un libro in cui musica e relazioni umane sono i due assi portanti. Un libro che definirei hornbyiano, se questo termine potesse esistere realmente.

Un brano per entrare nel mood: Tom Waits – Tom Traubert’s Blues (Four Sheets to the Wind in Copenhagen)


“Il gruppo” di Joseph O’Connor (The thrill of it all, 2014 – Ediz. italiana a cura di Guanda, 2015)

Periferia di Londra, anni 80, due amici fondano un gruppo chiamato The Ships che diventa, a poco a poco, una pop-rock band internazionale. Da lì inizieranno i problemi (o continueranno, visto che il rapporto è in continuo subbuglio) fino ad un primo scioglimento e all’immancabile successiva reunion. Il romanzo è scritto bene e riesce a ricreare il mood della musica rock/new wave degli anni ’80. Bella la prima parte, in cui si raccontano le fasi iniziali della band (incontri, nascita, primi approcci, primi concerti ecc. ecc.), poi la storia degli Ships si perde un po’ in una nuvola di approssimazione. Insomma, idealmente una specie di mash-up di “La banda dei brocchi” e “L’eroe alternativo” ma decisamente il tutto in tono minorea. 

Un brano per entrare nel mood: XTC – Making plans for Nigel


“Nato sette volte” di Tito Faraci (2014 – Indiana)

Luca, all’età di 49 anni, decide di riunire i Litania, il gruppo post punk/new wave con cui suonava all’epoca dell’università e che aveva riscosso qualche curiosità nel mondo musicale underground dell’Italia della prima metà degli anni 80 (la storia è inventata anche se Faraci conferma di avere preso alcuni spunti dalla sua vita).

Con una scelta interessante, l’autore racconta di una band come tante, con una storia vissuta mille e mille volte da tantissimi altri ragazzi: un gruppo nato per passione, sulla scia dell’entusiasmo e credendo (nella maggior parte dei casi sbagliando) di avere qualcosa da dire ma la cui avventura poi naufraga per tanti altri motivi.

Un brano per entrare nel mood: Diaframma – Siberia


“Il tempo è un bastardo” di Jennifer Egan (A visit from the Goon Squad, 2010 – Ediz. italiana a cura di Mondadori, 2020)

Bennie Salazar è un produttore discografico, Sasha è la sua assistente, Bosco era il chitarrista dei Conduits ma ora ha una carriera solista, Scotty è sparito ma potrebbe tornare a suonare. Questi sono solo alcuni dei tanti personaggi che popolano questo libro, vincitore nel 2011 del Premio Pulitzer per la narrativa. La musica e lo scorrere del tempo sono, a loro modo, i temi portanti di tutte le storie intrecciate che compongono il libro. Come esseri umani non possiamo evitare l’inevitabile: cresciamo, cambiamo, non per forza in meglio. A volte ci evolviamo, altre smettiamo semplicemente di migliorare, ma non siamo più le stesse persone di prima. 

Un brano per entrare nel mood: Hüsker Dü – Don’t want to know if you are lonely


“L’eroe alternativo” di Tim Thornton (The alternative hero, 2009 – Ediz. italiana a cura di Isbn Edizioni, 2009)

I Thieving Magpies sono probabilmente la mia seconda band immaginaria preferita (al primo posto ci sono i Mystik Spiral, ma siamo su tutt’altro medium). Merito di questo libro di Tim Thornton, in cui viene raccontata la storia di una sorta di antieroe alternativo alle prese col suo eroe alternativo della giovinezza. La voglia di ascoltare tutta la discografia del gruppo cresce di pagina in pagina (per la cronaca 4 dischi in studio più vari singoli, live e raccolte), mentre l’atmosfera indie rock di quella prima metà degli anni ’90 viene riverberata in modo talmente perfetto da sentirne i suoni e gli odori e il panorama musicale di riferimento è ricreato con dovizia di particolari (band, festival, riviste, aneddoti vari). Un romanzo d’esordio, scritto davvero molto bene, e totalmente appassionante.

Un brano per entrare nel mood: The Stone Roses – I wanna be adored


“Despero” di Gianluca Morozzi (2001 – Guanda)

“Una storia d’amore, di strade e di rock”, così riporta la copertina e la definizione è più che mai azzeccata. Mi piace la passione con cui Morozzi racconta in prima persona la crescita del protagonista (dai 17/18 anni a quasi 30) e della sua band, i Despero. La parte “strade” è ottima, la parte “rock” molto buona (Bruce Springsteen la fa da padrone). Purtroppo la parte “amore” è probabilmente il punto debole del romanzo, forse troppo stiracchiata e poco credibile. Ma chi siamo noi per giudicare i sentimenti altrui?

Un brano per entrare nel mood: Marlene Kuntz – Nuotando nell’aria


“Musica rock da Vittula” di Mikael Niemi (Populärmusik från Vittula, 2000 – Ediz. italiana a cura di Iperborea, 2002)

Un bellissimo romanzo di formazione narrato in prima persona, in cui un ragazzino che vive a Pajala, paesino del Tornedalen (quella remota regione all’estremo nord della Svezia, confinante con la Finlandia) scopre la vita, le tradizioni della sua terra e soprattutto il rock’n’roll. Un libro pieno di felicità e di ironia, di dolce nostalgia e di spassosa comicità. Un libro pieno di passione e meraviglia.. 

Un brano per entrare nel mood: The Soundtrack Of Our Lives – Bigtime


“Questa notte mi ha aperto gli occhi” di Jonathan Coe (The dwarves of death, 1990 – Ediz. italiana a cura di Feltrinelli, 2008)

Un romanzo intriso di musica, a partire dalle citazioni dei testi degli Smiths ad inizio di ogni capitolo (This night has opened my eyes è proprio il titolo di un brano della band mancuniana) e se conoscete Jonathan Coe, la cosa non dovrebbe stupirvi (avete letto “La banda dei brocchi”, vero?). Il libro parla di William, aspirante pianista jazz ma tastierista degli Alaska Factory di sera e commesso di un negozio di dischi di giorno. Poi però il nostro protagonista diventa involontario testimone di un assassino, compiuto da, a quanto sembra, due nani (ed eccoci al titolo originario inglese) e le cose nella sua vita iniziano a cambiare molto rapidamente (ma non vi diremo di più).

Un brano per entrare nel mood: The Smiths – This night has opened my eyes